Kiosa
Il testo com’era, il testo com’è e quello che ne pensi, sulla stessa riga. L’originale non sparisce quando accetti una correzione: resta lì, a fronte, per tutto il tempo.
Un editor per correggere un testo tenendo l’originale a fronte e annotando a margine. Prodotto proprio, dal nome al codice: per Windows e Mac, senza account e senza rete.
Kiosa viene da chiosa, la nota a margine di un testo altrui, e si sente «chi osa». Il punto della i è un quadrato: un segno posato sopra la parola per qualificarla, che è quello che una chiosa fa a un testo. Il marchio non illustra il prodotto: lo contiene.


Due superfici, carta e grigio, e un solo colore acceso, usato a gocce: il punto della i, un modulo, una parola dentro un claim. Nessuna tinta è scelta a occhio: entra solo se passa il calcolo del contrasto.
Scrivere è la prima metà.
Un testo finito non esiste. Esiste un testo riletto.
NESSUN ACCOUNT · NESSUNA CONNESSIONE · NIENTE ESCE DI QUI
Etichette, contatori, date: sempre maiuscolo, spaziato, piccolo. L’unico punto in cui l’apparecchio parla di sé.
Come è fatta
- Tauri 2: Rust sotto, la WebView del sistema sopra. Nessun browser impacchettato, 7 MB installati.
- Interfaccia in HTML, CSS e JavaScript senza framework: un file per modulo, nomi in italiano.
- Ogni testo è un file JSON leggibile in Documenti/Kiosa. Nessun account, nessuna rete, nessun server.
- Importa Word, EPUB, PDF, testo e Markdown; esporta testo e note; passa il lavoro da una macchina all’altra in un file solo.
- Si aggiorna da sola: pacchetti firmati (minisign), manifesto su un repository pubblico, chiave privata mai su GitHub.
- Compilata su GitHub Actions per Windows e Mac (Apple e Intel); pubblicata da uno script che firma, carica e aggiorna questa pagina.
- Gli asset dell’identità nascono da HTML e si rasterizzano con Chrome: rifacibili con un comando, mai immagini opache.
La pagina di scaricamento vive qui, su azzz.it/kiosa. La diffusione è a cerchie: poche persone alla volta, una domanda precisa a ciascuna.